Questo profilo e' localizzato al largo del delta del Nilo dove lo spessore dei sedimenti P-Q e' massimo. La sezione chiave scelta e' centrata su tre pieghe la cui lunghezza d'onda si aggira intorno ai 5-7 km. L'elaborazione e' stata mirata al raggiungimento dei seguenti obiettivi geologici:
A tale scopo si e' individuata una sequenza di elaborazione con la deconvoluzione FX e migrazione post-stack. Si sono effettuati dei test su entrambi gli algoritmi per determinare i parametri piu' adatti.
La FX-DECON e' stata applicata per dare maggiore continuita' ai riflettori soprattutto dove la penetrazione del segnale sismico era ridotta a causa di fenomeni di diffrazione (al di sotto delle evaporiti messiniane), con i seguenti parametri:
TLEN: 2 sec |
XLEN: 100 cdp |
NFPTS: 0-125 |
Per quanto riguarda la MIGRAZIONE, si sono eseguiti vari test con diversi profili di velocita' e con algoritimi diversi, come riportato nella tabella 2.1.
Tale profilo da' una distribuzione di velocita' intervallari in profondita' in accordo con i dati di sismica a rifrazione esistenti in letteratura (deVoogd et al., 1992).
Gli algoritmi da utilizzare sono stati selezionati in base ad un programma di 'modeling' sismico sviluppato all'IGM (Bratti, 1993), applicato ad una geometria di riflettori analoga a quella della nostra sezione sismica (Fig.2). Tale modellazione ha avuto lo scopo di verificare quale algoritmo di migrazione riuscisse a rappresentare il piu' accuratamente possibile le geometrie delle strutture presenti e, soprattutto, in un secondo momento, quale fosse la migrazione post-stack in profondita' che meglio rispettasse l'andamento dei riflettori piu' profondi. Questo e' importante per verificare quale sia l'effettivo piano di scollamento principale del sistema della dorsale mediterranea nella regione. In questo stadio del lavoro non abbiamo considerato inversioni di velocita' intervallari per non complicare ulteriormente il modello. Sulla sezione 'stack' fornitaci dall'OGS (Fig.3), dopo correzione di DMO, sono stati testati 4 algoritmi diversi di migrazione: MIGTX, MIGRATX (Fig. 4 ), MIGDMO (Fig. 5), MIGFX (Fig. 6).
La MIGDMO e la MIGFX sono risultate le procedure che hanno ottenuto una geometria il piu' realistica possibile anche per i riflettori al di sotto delle pieghe, come anticipato dalla modellazione effettuata.
Tuttavia, in base ad un accurato confronto delle immagini sismiche cosi' ottenute, abbiamo scelto l'algoritmo MIGFX, perche' permette di prendere in considerazione variazioni sia verticali che laterali di velocita', e si applica bene a riflettori con pendenze molto elevate.
I parametri scelti sono stati:
TAU | layer thickness for each downward continuation step: 20 msec |
DIPMODE | 90, e.g. max dip 65-70 degrees |
FILTER | 6-70 Hz |
BALANCE | |
AGC |
Il risultato finale e' presentato in figura 7.
figure
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